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Silvia Boaretto

Silvia Boaretto

 

Nei boschi di Lauria, alle pendici coperte di faggi altissimi, nella lontana Lucania si è compiuto dunque il destino voluto dagli dei.
Gli esploratori e le guide del gruppo scout Impeesa "Lupo che non dorme mai” hanno vissuto le giornate intense della Grecia che fu.
La terribile e lunghissima guerra tra greci e troiani, il coraggio, la forza, la lealtà dei guerrieri, l’amore per la patria, i figli, l’amico morente, e soprattutto l’onore, da difendere a spada tratta anche nella tristezza di chi presagisce la sorte infausta. 

L’accampamento è pronto: tende, fuochi, spiedi, angoli sacri... Tutto è pronto perché la storia cominci. 

I fabbri forgiano armi e armature, gli asciai controllano le poderose imbarcazioni, gli uomini s’addestrano alla guerra, le donne preparano banchetti, i sacerdoti e le sacerdotesse offrono doni agli dei e presiedono le cerimonie per celebrare la vita e la morte. I “capi” sorvegliano, suggeriscono, incitano, spronano….
Agamennone lancia la sfida a Troia, Achille ed Ettore combattono.
La “veglia alle stelle” – attività di astronomia – sostiene gli eroi nel loro scrutare il cielo, per conoscerne l’avvenire. I “capi” ascoltano le fazioni e nei momenti di riflessione si pensa al senso del vivere, della gioia e delle sofferenze.
Dura è la battaglia notturna (“Grande Gioco Notturno”): i greci avanzano lesti nella fitta boscaglia per superare le mura di Troia, liberarne i prigionieri e accederne i “fuochi”.
Ma alle battaglie succedono lutti e momenti di gioia: le braci son pronte per cuocere selvaggina e uova, e i rami vengono affilati per la cottura “trappeur” senza pentole.
E ancora, giochi e competizioni. Gli atleti e le squadre s’apprestano a disputare le Olimpiadi: lancio del giavellotto, “scalpo”, “palla scout”, lancio del peso... Onore ai vincitori e lealtà verso gli sconfitti e i feriti. 

Nelle guerre del Peloponneso, Grande Gioco del Campo, si fronteggiano Atene e Sparta e città alleate e divise. Opliti-fanti, cavalieri, arcieri, triremi per solcare il mare. Archi, lance, scudi e palle (di farina) lanciate con le catapulte costituiscono le armi dei due schieramenti, duramente provati dalla giornata di guerra tra campi e boschi.
Per l’alta quota, i giovani "greci” hanno peregrinato lunghe ore, fino alla vetta del Monte Sirino.
Al Santuario della Madonna delle Nevi, lo stupore incantato per la bellezza del creato si è intrecciato alla preghiera affettuosa per il “nostro compagno di strada” Luigi Cagnetta e per le sue “montagne”.
Dal Medioevo ellenico all’epoca classica, la Grecia ci ha nutriti dei suoi ideali.
Il campo è stato faticoso, inebriante, lacerante, festante delle urla dei vincitori. Con l’odore del fumo sui fazzolettoni e le armi ammaccate e stanche, rientriamo nel nostro tempo più forti, coraggiosi e leali.

Buona caccia..
Silvia Boaretto

 

Gli scout d'Europa "IMPEESA" vegliano per la promessa a Macchia di Monte

Tra il 14 e il 15 Marzo, il gruppo Scout d’Europa “Impeesa” -“Lupo che non dorme mai”- ha scelto di trascorrere la “Veglia d’Armi” tra gli ulivi e i sempreverdi dell’Eremo Sant’Antonio a Macchia di Monte.

E’ il momento dell’anno più solenne. I piccoli “cuccioli” aspiranti Lupetti  e  le “cocci” aspiranti Coccinelle, insieme alle “guì” e ai “novizi” aspiranti Guide ed Esploratori, vivono la veglia che precede la professione della Promessa.

Così, come gli antichi cavalieri, prima di pronunciare il proprio impegno a servire il prossimo, a battersi  nella difesa e nella cura degli altri, ci si prepara all’investitura, vegliando nella preghiera e riflettendo sul passo da compiere, perché – semel scout semper scout – “una volta scout, lo si è per sempre”.

Per indossare – sempre con onore - il fazzolettone con i colori di “Impeesa”, quale simbolo dell’appartenenza alla Grande Famiglia Scout, i piccoli e i più grandi hanno vissuto insieme condividendo la curiosità, la scoperta, l’armonia del creato nella natura e anche le difficoltà dello stare insieme.

Tra le terrazze naturali del luogo,  nella luce soffusa del pomeriggio calante e sotto le stelle occhieggianti al mare all’orizzonte, s’aggiravano emozionati e trepidanti piccoli e giovani “cavalieri”. Con la “paura” di non riuscire a mantenere…la Promessa e la Legge Scout. I Capi erano lì a sostenerli nella veglia.

La Promessa non prevede un’automatica e perfetta messa in atto del suo contenuto, bensì… “l’impegno a fare del mio meglio”. Dunque una sempre nuova e costante partenza per essere responsabili  e consapevoli dovunque, a scuola, a casa, nella squadriglia, nella sestiglia…Una forza, una direzione che dai al tuo sforzo…L’impegno a seguire Gesù come “maestro” e modello di amico leale, fedele, accogliente.

Durante la cerimonia della Promessa, alla presenza dei genitori e delle famiglie, nel silenzio del vento fresco  del bosco, nell’invocazione a Dio e alla Madonna perché ci sostengano sempre,  la nostra famiglia si è allargata…Una piccola Marmotta…sgaiattolava intanto tra le gambe dei suoi Capi…

E noi tutti – come nel “canto della Promessa”- anche, a pronunciare nuovamente e con forza la nostra Promessa, a rinnovarla, nella fede e nello spirito che ci unisce.

Perché…., come diceva il fondatore dello Scoutismo Baden Powell, “la Promessa….è una cosa oltremodo seria”.

ESTOTE PARATI – Siate pronti! Sempre.

Prof.ssa Silvia Boaretto

(Palo del Colle 1 – FSE)

"Lupo che non dorme mai sulle Dolomiti"

Dal 2 al 6 gennaio scorsi, il Gruppo Scout “Impeesa” (“Lupo che non dorme mai”) di Palo del Colle ha trascorso il campo invernale tra le Dolomiti, nei pressi del santuario della Madonna di Pietralba. Tema del campo era “Lo schiaccianoci”, oggetto umile e tuttavia capace di dimostrare che “se ci credi, tutto è possibile". Il potere dell’immaginazione e della fede riesce a liberare il principe, “imprigionato” nello schiaccianoci dalla terribile Regina dei Topi, sovrana del buio e del male. La nostra “luce” è stato lo stare insieme, riempire gli occhi e l’anima della maestosa serenità che emana dalle montagne, regine incontrastate dell’armonia del creato. Giocare a sfidare la Regina dei Topi, correndo nelle vallate sterminate e nel buio della nostra casa ostello, ci ha condotti - esploratori, guide e capi - nell’immaginazione feconda della realtà condivisa e vissuta insieme. Ci siamo incamminati, tra boschi di abeti sontuosi, grandi, medi, enormi, tra distese imbiancate di silenzi freschi, tra vertigini profumate d’altezza (eravamo a 1800 metri!) e il vento pungente di un gennaio pure clemente… Le “guide” e gli “esploratori” marciavano quieti, tra canti, risa, silenzi e qualche caduta sul ghiaccio. Alla malga, nel caldo tepore del fuoco e del legno, uno strauben alla cioccolata... E poi giù, verso il Santuario, per ringraziare una Madonna dolce e pronta a soccorrere il viandante e il pellegrino. Questo è essere Scout: tornare infreddoliti e trovare un minestrone caldo preparato da chi è rimasto alla base per noi. E, dopo, ritrovarsi a cucire una calza per la Befana... o a provare un canto natalizio per stare insieme prima della notte. Bolzano è un gioiello! Le case mostrano orgogliose affreschi e colori. Tra le vie decorazioni oscillano al vento del Nord, guide ed esploratori sono alla caccia di indizi per ricostruire luoghi, tradizioni, immagini, di questa città a metà con l’Europa. E, al Museo di Otzi, la scoperta di un uomo, esploratore sopraffino e attrezzato vissuto 5300 anni fa, oltre i tremila metri, con le sue scarpe di pelliccia d’orso e imbottitura in paglia e i suoi gambali in pelle di capra e il suo sacchetto con due palline di poliporo di betulla, un fungo, antiemorragico e disinfettante. Abbiamo tanto da imparare ancora… E poi via, sotto un arco tra le case, un mondo si spalanca... una corte, degli alberi... sfere rosse a danzare nell’aria... Gli occhi si sgranano per la meraviglia. Note natalizie risuonano… ninnoli di legno arrivano dall’Austria, il vin brulè è caldo e profumato… Attraversare l’Italia per ammirare le Alpi... è stato sconfiggere il “buio”. Le guide e gli esploratori ci hanno raccontato il “loro” buio… la noia, la solitudine, la dipendenza da un “aggeggio” che pure vorrebbero allontanare... Tra le cime lassù, sul ghiaccio, per terra, ad assaggiare frutta al cioccolato, Impeesa li ha allontanati…dal loro buio. La “Regina dei Topi” è sconfitta. La “luce” delle vette innevate, intorno ad una gavetta condivisa, ha riempito il nostro campo. Buona caccia a tutti! (professoressa Silvia Boaretto, Palo del Colle 1 - FSE)

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