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Il Riparto Dragone - Gruppo Scout d’Europa Palo Del Colle 1 ha preso parte al San Giorgio 2015, per vivere un'esperienza all'insegna dello scoutismo a livello regionale. Partenza fissata per il pomeriggio del 24 aprile: le squadre Lupo e Leone, ansiose di confrontarsi con le altre squadriglie del distretto, si fiondano in pullman con destinazione Accadia. Ad accoglierci all'arrivo è una distesa verde dove gli esploratori muniti di mazzuole e picchetti sono pronti a piazzare le loro tende prima che si nasconda l'ultimo raggio di sole. Fino ad allora ci sarà il tempo di costruire un angolo per cucinare e di raccogliere della legna destinata al bivacco, fondamentale compagno dello scout durante la notte. Alla luce e al calore del fuoco sono le staff dei vari Riparti ad animare la serata proponendo una moltitudine di canti e bans, frutto dei loro numerosi anni di scoutismo. Il fuoco inizia a spegnersi insieme alle energie di tutti e allora il canto del "Signor fra le rende schierati" delega tutti verso un buon riposo.

All'indomani subito ispezione, perchè lo stile è un principio fondamentale scout e poi tutti verso l'alzabandiera per la consueta cerimonia. Al termine prende il via l'attività del giorno: il Grande Gioco di questo San Giorgio tutto strutturato sulla tecnica e sui valori tipici del cavaliere. Ogni staff, posizionata in punti diversi del campo, ne presenta uno alle varie squadriglie insieme a una prova da superare. È il pilastro scout coniugare etica e tecnica in modo da  educare al meglio il ragazzo, in questo caso presentando attraverso delle brevi scenette i punti forti che hanno reso Giorgio un Santo. Le varie prove saranno poi valutate dalle rispettive staff, così da avere per ogni squadriglia un punteggio. Questo si andrà poi a sommare a quello conquistato nell'attività pomeridiana, che vede le squadriglie presentare un'impresa svolta  al San Giorgio. Ogni gruppo di esploratori si è cimentato in una particolare tecnica, tradizione scoutistica o del proprio paese; c'è chi si è impersonato costruttore di utili attrezzi o di rifugi di fortuna. La squadriglia Lupo e quella Leone hanno rispettivamente realizzato un civitas sul nostro paese, Palo del Colle, con tanto di cartellone e una stazione meteorologica, realizzata con strumenti semplici quanto efficaci per compiere previsioni. Tutte le squadriglie e lo staff hanno avuto modo di visionare le varie imprese, così da rendere la competizione anche un utile scambio di idee. Anche l'aspetto spirituale va curato e allora ecco come un altare con paletti e legature possono fare di un prato una chiesa. Partecipiamo alla Santa messa durante la sera, sotto un cielo stellato che rende più magica l’atmosfera. Tuttavia il momento di religiosità non è finito poichè alla celebrazione seguirà l'adorazione del Santissimo durante tutta la notte. Allestita un'apposita tenda e stabiliti i turni parte questa “forte” esperienza che vede le sq. Lupo e Leone alzarsi nel cuore della notte per vivere un momento di estremo contatto con il Signore e i più fortunati hanno anche avuto la possibilità di ammirare lo spettacolo datoci dall'alba. Tutto però finisce. La sveglia del giorno 26 sancisce la fine di questo San Giorgio. Colazione veloce, si ripone tutto negli zaini, si smontano  angoli e tende, tutto con molta fretta per rientrare presto. È il quadrato finale a sancire la fine con il saluto del capo di Distretto e di Mario Scarano, foto e ricordino di rito.

Il Riparto Dragone torna carico di esperienza scout grazie alle prove del Grande Gioco e all'apprendimento di nuove tecniche tramite le imprese delle altre squadriglie ed è pronto a metterla in pratica per nuove avventure con l'aiuto del Santissimo.

(La staff Riparto Dragone del Gruppo Scout FSE Palo del Colle 1)

 

Alla scoperta del massiccio del Pollino

Esperienza delle Scolte e dei Rover del gruppo Scout d'Europa-FSE Palo del Colle 1

Le vette, i monti, le difficoltà del percorso, il silenzio della notte e la luce delle stelle: le Scolte e i Rover del gruppo Scout d'Europa-FSE Palo del Colle 1 hanno potuto riscoprire queste meraviglie e la bellezza dell'amicizia durante il campo mobile invernale che si è tenuto sul massiccio del Pollino dal 2 al 5 aprile scorsi.

Un'esperienza densa di emozioni sin dalla partenza: ognuno consapevole delle proprie capacità e dei propri limiti, ma pronto a mettersi in gioco per affrontare e confrontarsi con se stessi e attraverso il creato. All'arrivo, dopo una sistemazione temporanea a Castrovillari, i ragazzi hanno vissuto un momento di spiritualità vissuto dapprima con l'adorazione Eucaristica e successivamente con la rivisitazione della Cena ebraica. Il venerdì, si raggiungeva località Visitone, quindi si marciava attraverso una ripida salita per raggiungere Colle Impiso, ecco dunque, pronti per affrontare la prima tappa del percorso attraverso la neve: con lo zaino in spalla, ghette e scarponi ai piedi e l'entusiasmo nel cuore, verso il Piano Vacquarro e dopo una breve sosta, di nuovo in marcia verso il Bivacco del Pastore sul Colle Gaudolino a 1.750 metri. Una capanna piccola ma accogliente con un caldo camino al centro che contrastava il gelido clima esterno, ci accompagnava nella serena notte.

Al mattino, poco dopo l'alba, un grande trambusto ha invaso il Bivacco del Pastore: tra i sacchi a pelo e gli zaini, i fornelletti per scaldare la colazione, tutto faceva da cornice. Alla sistemazione è seguita la seconda tappa attraverso la Scaletta dei Moranesi verso la Valle fino ai Ruderi del Convento di Colloreto; purtroppo una bufera di neve e di nebbia ha impedito la vista dei segnali di pista necessari per proseguire la tappa. Orbene, raccolta tutta la volontà, di nuovo in marcia per affrontare i 400 metri di dislivello che ci separavano dal Colle Gaudolino.

Si trascorreva quindi l'ultima notte, la notte di Pasqua, nuovamente nel Bivacco del Pastore: fuori tempesta di neve e noi al tepore del fuoco, in silenzio ci si stringeva nell'attesa dell'alba. All'alba si ripartiva, con la chitarra e gli strumenti musicali di fortuna e con la gioia nel cuore, seguendo le tracce, di nuovo verso Colle Impiso e poi giù a Visitone dove ci attendeva il pullman. Un'esperienza unica ed indimenticabile, alla riscoperta del sacrificio e dell'aiuto reciproco, tra la natura che ogni attimo mostra la sua complicità con l'uomo e il suo immenso valore.

Martina Cacciapaglia

(Scolta viandante, Palo del Colle 1 – FSE)

Il Fuoco Sacajawea del Palo 1 FSE presta Servizio extra-associativo in ospedale:

POLICLINICO REPARTO NEUROPSICHIATRIA INFANTILE:

Siamo arrivate nel pomeriggio, erano le 17.30 circa. Eravamo un po' spaesate all'inizio, l'ospedale si presentava nuovo e lussuoso, con enormi spazi e un'organizzazione buona (almeno all’apparenza!).

Alle 17.45 abbiamo iniziato, armate di entusiasmo e di una gran voglia di divertire e divertirci. I bambini non erano tanti ed avevano età differenti, pertanto, dopo i saluti iniziali e dopo aver apprezzato le diverse situazioni, siamo subito entrate in confidenza con i piccoli invitandoli a seguirci nella rientranza del corridoio dedicata ai giochi. L'approccio con i più grandi che cercavano di filarsela, è stato più difficile, mentre per i batuffoli di pochi anni, quasi traballanti sulle gambe, è bastata una danza del serpente per catturarli! Ci siamo trasformati uno alla volta in pezzettini del codino del serpente, girando tra i bimbi e cantando a squarciagola; poi abbiamo inseguito ‘Mamma Rana e i suoi girini’ con un grande trenino, riuscendo a coinvolgere anche i più grandi.

Abbiamo “disturbato”, improvvisato girotondi, cantato con il sottofondo della nostra chitarrista Martina, che seduta al centro del cerchio suonava o meglio cercava di suonare, perché interrotta da un bimbo curioso che non staccava le sue dolci manine dalle corde della chitarra.

Abbiamo avuto l'impressione che molti dei genitori presenti ci osservassero con un atteggiamento tra il confuso e il divertito: non erano abituati a noi e alla nostra insolita presenza ma comunque erano felici nel vedere i loro figli sorridere.

I bambini erano comunque attratti da noi. E' stato bello avere intorno tanti amici nuovi seppur piccoli: le scolte assieme alle guide dell’Alta squadriglia del Riparto Ursa Major, sono state delle brave portatrici di gioia per ciascun bambino, ognuna a modo proprio.

Il nostro obbiettivo è di ritornare in corsia per una nuova avventura piena di gioia e di amore da donare perché infondo il MOTTO delle Scolte è SERVIRE ed essere sempre PRONTE a tendere la mano lì dove c’è bisogno.

Rita Alfonsi

(Vice Capo gruppo, Capo Fuoco Palo 1 - FSE)

Gli scout d'Europa "IMPEESA" vegliano per la promessa a Macchia di Monte

Tra il 14 e il 15 Marzo, il gruppo Scout d’Europa “Impeesa” -“Lupo che non dorme mai”- ha scelto di trascorrere la “Veglia d’Armi” tra gli ulivi e i sempreverdi dell’Eremo Sant’Antonio a Macchia di Monte.

E’ il momento dell’anno più solenne. I piccoli “cuccioli” aspiranti Lupetti  e  le “cocci” aspiranti Coccinelle, insieme alle “guì” e ai “novizi” aspiranti Guide ed Esploratori, vivono la veglia che precede la professione della Promessa.

Così, come gli antichi cavalieri, prima di pronunciare il proprio impegno a servire il prossimo, a battersi  nella difesa e nella cura degli altri, ci si prepara all’investitura, vegliando nella preghiera e riflettendo sul passo da compiere, perché – semel scout semper scout – “una volta scout, lo si è per sempre”.

Per indossare – sempre con onore - il fazzolettone con i colori di “Impeesa”, quale simbolo dell’appartenenza alla Grande Famiglia Scout, i piccoli e i più grandi hanno vissuto insieme condividendo la curiosità, la scoperta, l’armonia del creato nella natura e anche le difficoltà dello stare insieme.

Tra le terrazze naturali del luogo,  nella luce soffusa del pomeriggio calante e sotto le stelle occhieggianti al mare all’orizzonte, s’aggiravano emozionati e trepidanti piccoli e giovani “cavalieri”. Con la “paura” di non riuscire a mantenere…la Promessa e la Legge Scout. I Capi erano lì a sostenerli nella veglia.

La Promessa non prevede un’automatica e perfetta messa in atto del suo contenuto, bensì… “l’impegno a fare del mio meglio”. Dunque una sempre nuova e costante partenza per essere responsabili  e consapevoli dovunque, a scuola, a casa, nella squadriglia, nella sestiglia…Una forza, una direzione che dai al tuo sforzo…L’impegno a seguire Gesù come “maestro” e modello di amico leale, fedele, accogliente.

Durante la cerimonia della Promessa, alla presenza dei genitori e delle famiglie, nel silenzio del vento fresco  del bosco, nell’invocazione a Dio e alla Madonna perché ci sostengano sempre,  la nostra famiglia si è allargata…Una piccola Marmotta…sgaiattolava intanto tra le gambe dei suoi Capi…

E noi tutti – come nel “canto della Promessa”- anche, a pronunciare nuovamente e con forza la nostra Promessa, a rinnovarla, nella fede e nello spirito che ci unisce.

Perché…., come diceva il fondatore dello Scoutismo Baden Powell, “la Promessa….è una cosa oltremodo seria”.

ESTOTE PARATI – Siate pronti! Sempre.

Prof.ssa Silvia Boaretto

(Palo del Colle 1 – FSE)

"Lupo che non dorme mai sulle Dolomiti"

"Lupo che non dorme mai sulle Dolomiti"

Dal 2 al 6 gennaio scorsi, il Gruppo Scout “Impeesa” (“Lupo che non dorme mai”) di Palo del Colle ha trascorso il campo invernale tra le Dolomiti, nei pressi del santuario della Madonna di Pietralba. Tema del campo era “Lo schiaccianoci”, oggetto umile e tuttavia capace di dimostrare che “se ci credi, tutto è possibile". Il potere dell’immaginazione e della fede riesce a liberare il principe, “imprigionato” nello schiaccianoci dalla terribile Regina dei Topi, sovrana del buio e del male. La nostra “luce” è stato lo stare insieme, riempire gli occhi e l’anima della maestosa serenità che emana dalle montagne, regine incontrastate dell’armonia del creato. Giocare a sfidare la Regina dei Topi, correndo nelle vallate sterminate e nel buio della nostra casa ostello, ci ha condotti - esploratori, guide e capi - nell’immaginazione feconda della realtà condivisa e vissuta insieme. Ci siamo incamminati, tra boschi di abeti sontuosi, grandi, medi, enormi, tra distese imbiancate di silenzi freschi, tra vertigini profumate d’altezza (eravamo a 1800 metri!) e il vento pungente di un gennaio pure clemente… Le “guide” e gli “esploratori” marciavano quieti, tra canti, risa, silenzi e qualche caduta sul ghiaccio. Alla malga, nel caldo tepore del fuoco e del legno, uno strauben alla cioccolata... E poi giù, verso il Santuario, per ringraziare una Madonna dolce e pronta a soccorrere il viandante e il pellegrino. Questo è essere Scout: tornare infreddoliti e trovare un minestrone caldo preparato da chi è rimasto alla base per noi. E, dopo, ritrovarsi a cucire una calza per la Befana... o a provare un canto natalizio per stare insieme prima della notte. Bolzano è un gioiello! Le case mostrano orgogliose affreschi e colori. Tra le vie decorazioni oscillano al vento del Nord, guide ed esploratori sono alla caccia di indizi per ricostruire luoghi, tradizioni, immagini, di questa città a metà con l’Europa. E, al Museo di Otzi, la scoperta di un uomo, esploratore sopraffino e attrezzato vissuto 5300 anni fa, oltre i tremila metri, con le sue scarpe di pelliccia d’orso e imbottitura in paglia e i suoi gambali in pelle di capra e il suo sacchetto con due palline di poliporo di betulla, un fungo, antiemorragico e disinfettante. Abbiamo tanto da imparare ancora… E poi via, sotto un arco tra le case, un mondo si spalanca... una corte, degli alberi... sfere rosse a danzare nell’aria... Gli occhi si sgranano per la meraviglia. Note natalizie risuonano… ninnoli di legno arrivano dall’Austria, il vin brulè è caldo e profumato… Attraversare l’Italia per ammirare le Alpi... è stato sconfiggere il “buio”. Le guide e gli esploratori ci hanno raccontato il “loro” buio… la noia, la solitudine, la dipendenza da un “aggeggio” che pure vorrebbero allontanare... Tra le cime lassù, sul ghiaccio, per terra, ad assaggiare frutta al cioccolato, Impeesa li ha allontanati…dal loro buio. La “Regina dei Topi” è sconfitta. La “luce” delle vette innevate, intorno ad una gavetta condivisa, ha riempito il nostro campo. Buona caccia a tutti! (professoressa Silvia Boaretto, Palo del Colle 1 - FSE)

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