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"Lupo che non dorme mai sulle Dolomiti"

"Lupo che non dorme mai sulle Dolomiti"

Dal 2 al 6 gennaio scorsi, il Gruppo Scout “Impeesa” (“Lupo che non dorme mai”) di Palo del Colle ha trascorso il campo invernale tra le Dolomiti, nei pressi del santuario della Madonna di Pietralba. Tema del campo era “Lo schiaccianoci”, oggetto umile e tuttavia capace di dimostrare che “se ci credi, tutto è possibile". Il potere dell’immaginazione e della fede riesce a liberare il principe, “imprigionato” nello schiaccianoci dalla terribile Regina dei Topi, sovrana del buio e del male. La nostra “luce” è stato lo stare insieme, riempire gli occhi e l’anima della maestosa serenità che emana dalle montagne, regine incontrastate dell’armonia del creato. Giocare a sfidare la Regina dei Topi, correndo nelle vallate sterminate e nel buio della nostra casa ostello, ci ha condotti - esploratori, guide e capi - nell’immaginazione feconda della realtà condivisa e vissuta insieme. Ci siamo incamminati, tra boschi di abeti sontuosi, grandi, medi, enormi, tra distese imbiancate di silenzi freschi, tra vertigini profumate d’altezza (eravamo a 1800 metri!) e il vento pungente di un gennaio pure clemente… Le “guide” e gli “esploratori” marciavano quieti, tra canti, risa, silenzi e qualche caduta sul ghiaccio. Alla malga, nel caldo tepore del fuoco e del legno, uno strauben alla cioccolata... E poi giù, verso il Santuario, per ringraziare una Madonna dolce e pronta a soccorrere il viandante e il pellegrino. Questo è essere Scout: tornare infreddoliti e trovare un minestrone caldo preparato da chi è rimasto alla base per noi. E, dopo, ritrovarsi a cucire una calza per la Befana... o a provare un canto natalizio per stare insieme prima della notte. Bolzano è un gioiello! Le case mostrano orgogliose affreschi e colori. Tra le vie decorazioni oscillano al vento del Nord, guide ed esploratori sono alla caccia di indizi per ricostruire luoghi, tradizioni, immagini, di questa città a metà con l’Europa. E, al Museo di Otzi, la scoperta di un uomo, esploratore sopraffino e attrezzato vissuto 5300 anni fa, oltre i tremila metri, con le sue scarpe di pelliccia d’orso e imbottitura in paglia e i suoi gambali in pelle di capra e il suo sacchetto con due palline di poliporo di betulla, un fungo, antiemorragico e disinfettante. Abbiamo tanto da imparare ancora… E poi via, sotto un arco tra le case, un mondo si spalanca... una corte, degli alberi... sfere rosse a danzare nell’aria... Gli occhi si sgranano per la meraviglia. Note natalizie risuonano… ninnoli di legno arrivano dall’Austria, il vin brulè è caldo e profumato… Attraversare l’Italia per ammirare le Alpi... è stato sconfiggere il “buio”. Le guide e gli esploratori ci hanno raccontato il “loro” buio… la noia, la solitudine, la dipendenza da un “aggeggio” che pure vorrebbero allontanare... Tra le cime lassù, sul ghiaccio, per terra, ad assaggiare frutta al cioccolato, Impeesa li ha allontanati…dal loro buio. La “Regina dei Topi” è sconfitta. La “luce” delle vette innevate, intorno ad una gavetta condivisa, ha riempito il nostro campo. Buona caccia a tutti! (professoressa Silvia Boaretto, Palo del Colle 1 - FSE)

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