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 Il Monte Bianco a pochi passi da noi…carnet di marcia!

Noi Scolte del Fuoco Sacajawea e Rover del Clan Guy de Larigaudie del Gruppo Scout d'Europa Palo del Colle 1 Impeesa tutti molto emozionati, forse anche ansiosi ed intimoriti ci siamo cimentati quest’anno nel Tour du Mont Blanc, un percorso a piedi di oltre 100 km sul tetto d’Europa, partendo dalla Francia, attraversando la Svizzera per poi rientrare in Italia. Siamo arrivati dopo un lungo viaggio a Chamonix, uno stupendo borgo francese situato ai piedi del maestoso Monte Bianco. Visitando questo paese abbiamo potuto apprezzare lo stile architettonico transalpino ed alcuni monumenti come quello in onore di Jacques Balmat che insieme a Horace-Bénédict de Saussur e Michel Gabriel Paccard riuscirono a raggiungere per primi la vetta del Monte Bianco. Proprio sotto questa statua un giornalista francese di MTV ci ha intervistati poiché l’inizio del nostro tour coincideva, guarda caso, con l’anniversario della conquista del Monte Bianco avvenuta l’8 Agosto del 1786. Da Chamonix le due comunità del Clan e del Fuoco si sono divise per affrontare la STRADA fatta di sentieri che si inerpicavano lungo il tour con due percorsi diversi e mentre il Fuoco raggiungeva e s’accampava nei pressi di Argentie, il Clan con i suoi Rover raggiungeva Montroc. Ci siamo rimessi in cammino il giorno dopo sostando qualche ora ad Argentière, un grazioso borgo dell’Alta Savoia fino a raggiungere Chatelard al confine svizzero, mentre il Clan passava il confine franco-svizzero attraversando il Col Forclaz e accampandosi a circa 700 di dislivello più in alto rispetto la nostra posizione. Arrivati lì in prima serata, subito abbiamo sistemato le tende dato che anche quest' anno la pioggia aveva deciso di seguirci rendendo la nostra avventura più ardua. Ma nonostante le difficoltà, la voglia di non arrendersi duplicava le nostre forze. Oltre la strada le nostre giornate erano cadenzate dai momenti di riflessione grazie ad attività formative preparate dai nostri capi. Il tema del nostro Carnet di Marcia era la scelta, in particolare la scelta della Partenza, ovvero la fine del percorso del Rover e della Scolta. I capi ci illustravano le scelte di coraggio di grandi uomini (da Giorgio Perlasca all’avv. Ambrosoli, da Gandhi a padre Kolbe) che hanno saputo testimoniare con la propria vita la loro scelta d’amare la persona. Ovviamente il testimone per eccellenza, Nostro Signore Gesù Cristo. Partire per noi scout significa finire un percorso nella comunità di Fuoco e di Clan, ma non certo finire il cammino scout, quindi si parla di una scelta di vita. Riprendendo la strada sul meraviglioso versante svizzero abbiam iniziato un’altra dura tappa con dislivello di 1200 mt, questa volta la pioggia ha lasciato spazio al sole. Determinante è stato l'aiuto fraterno dato dalla Comunità in quanto la tappa era molto faticosa, altrettanto importante è stato affidarsi a Dio in ogni passo. La mattina seguente dopo aver chiuso le tende abbiamo raggiunto Champex du Lac in Svizzera dove ci attendevano i Rover giunti dall’altro versante. Champex ripagò tutto il mio sforzo per raggiungerla, un paesaggio davvero incantevole. Fitta vegetazione ovunque, casette in legno, come tanti chalet, con una moltitudine variopinta di fiori che ti davano gioia e allegria e un lago incantevole in cui si riflettevano le cime del gigante bianco. Da Champex assieme al Clan abbiamo affrontato la tappa più difficile, questa volta assieme, abbiam passato il confine italo-svizzero e rientrati in Italia passando da Col Ferret ad oltre 2500 mt, per rifugio Elena e fermarci nei pressi di Rifugio Bonatti a quota 2025 m. Di fronte al rifugio che prende il nome del grande scalatore italiano, l’incantevole paesaggio delle Grand Jurasses con cime oltre i 4000 mt. E' proprio qui che io ed altri 2 ragazzi abbiamo fatto la nostra scelta, una scelta non stereotipata, ma una scelta rinnovata e più consapevole del SERVIZIO come logica evoluzione della nostra prima scelta fatta il giorno della promessa. Poi la tappa notturna, gli ultimi 8 km al chiaror di luna da Rif. Bonatti fino ad una chiesetta rupestre nei pressi di Courmayeur. Qui ci siam congedati dalle nostre COMUNITA’ del Clan e del Fuoco leggendo le nostre lettere d’addio, ricordando i bei momenti vissuti assieme, la strada percorsa assieme, ringraziando i nostri fratelli per i momenti di gioia e di aiuto reciproco. Abbiamo riposato e la mattina seguente abbiamo visitato Courmayeur, gioiello italiano sotto il Monte Bianco. Insieme abbiam deciso di andare sulla sky way per raggiungere il Rifugio Torino a 3335m e la Punta Helbronner a 3466m. La Sky Way è' un'immensa vetrata sul Massiccio d'Europa che pare poterlo toccare con un dito. E’ stato straordinario poter vedere il Gigante così da vicino, immersi come lo eravamo sul bianco dei ghiacciai eterni. E' stato difficile scendere di nuovo giù perché ciò che ci circondava era magnifico ed impressionante, oltre le nuvole fino a toccare il cielo attraversati dal vento gelido.

Con questa esperienza ho concluso il mio personale percorso con la comunità del Fuoco poiché dal prossimo anno metterò la mia persona al servizio del gruppo, ma è stato davvero bello seguire questo cammino di vita con così tante emozioni. Ringrazio Dio per le meraviglie del Creato e della possibilità che mi ha offerto frequentando questo gruppo.

Sabrina Sasso

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica il Sabato, 03 Ottobre 2015 08:56

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